"A Beautiful Mind" ha appena vinto 4 premi Oscar, ma rimane più che mai attuale la frase di Gian-Carlo Rota
"It is difficult to imagine a more imminent danger to survival of mathematics than the present ignorance of mathematics, coupled with widespread hostility against mathematics and mathematicians. In these days of triumphant P.R., when the obsessive repetition of simplistic slogans has become a condition sine qua non for survival, the ineptness of the mathematical community in making the message of mathematics heard beyond their narrow confines is a forerunner of doom".
C'è bisogno di libri di matematica come questo che, a sfogliarli, facciano venir voglia di leggerli, anche se chi li sfoglia è un informatico, come me, o un qualsiasi altro non-matematico. Come non apprezzare l'inconsueta verve del capitolo 0 o le citazioni a inizio paragrafo (come si fa a trovarne tante, tutte spiritose e pertinenti)? Come non essere intrigati dal polinomio col quadrato "ristretto" del paragrafo 0.10 e del tutorial 42? Come non apprezzare (e magari copiare) l'idea stessa dei tutorial, specie se capita addirittura di trovarci spunti per i propri argomenti di ricerca, com'è capitato a me? Peccato che non ci sia un riferimento per approfondire l'argomento, ma a questo si può rimediare scrivendo agli autori, che così si spaventano e mettono i riferimenti in rete, o nel secondo volume, o nella seconda edizione.
Peccato che il libro sia in inglese: almeno il commento, lasciatemelo scrivere in italiano (antiglobal?)!
Il libro è consigliato per il corso di Algebra Computazionale, complementare per Informatica e Matematica all'Università di Milano, docente Stefania De Stefano, mia moglie. Peccato che il corso abbia solo tre studenti, e uno sono io. Questa non è una battuta, e ci riporta all'inizio.
Mauro Torelli